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"IL RE DEL TANGO"

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"Il re del tango"

di Athos Basissi

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"SANGUE DI DRAGO"

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LEGGI IL 1° CAPITOLO DI

"CANNA DA ZUCCHERO"

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La divina Artemisia

"E donne, soprattutto, io dipinsi. Belle, i seni a malapena trattenuti dal busto dell’abito, ho cercato per loro l’armonia, non la perfezione. La mia bellezza è un pieno, è la curva rotonda della sensualità. Dovreste vedere Santa Caterina, il ricciolo mosso che s’adagia nell’incavo tra il collo e la spalla, il tondo acerbo del petto. E L’Inclinazione, incastonata a casa del Buonarroti che la volle per sé, quella giovane forte, portata a tutte le arti, libera nello scompiglio dei suoi capelli, nell’impudicizia del suo corpo raffinato incapace di regole e leggi. La bellezza non si può imprigionare."

 Susanna-e-i-vecchioni-Artemisia-Gentileschi

Monologo di Carla Menaldo pubblicato su Piazza Comisso

http://www.premiocomisso.it/la-divina-artemisia-un-monologo-di-carla-menaldo/

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Il Re Del Tango

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IL RE DEL TANGO
Gilgamesh Edizioni
Genere: Narrativa (Romanzo)
Pubblicazione: 09/2014
Pagg. 208
Euro 10,00
ISBN: 978-88-6867-013-9
La storia di un musicista e di una grande passione nata nelle balere e nelle sagre dell’Emilia. Dal liscio come cultura delle tradizioni popolari, all’amore per il tango argentino e la sua evoluzione in tango nuevo, passando attraverso il mito della Parigi dell’arte.
Miro, musicista spaccato tra la mercificazione lisciaiola del suo talento e la spinta evolutiva del suo genio, verso una sua propria interpretazione del tango, s’innamora di una donna che non sa trattenere, una donna che sarà, per tutto il libro, la voce narrante, ora esplicita, ora celata. Una storia d’amore che non diventa mai carne, condannata a un ruolo ancellare da un’altra passione assoluta e imprescindibile: quella per la musica.
Così, scappato dal mondo delle balere in declino, Miro torna nella città-musa Parigi; ci torna alla ricerca del tango perfetto, l’unico che può, forse, restituirgli per intero il suo genio e la sua donna.
Ma quando arriva tutto si mescola, il presente e il passato, i vivi con i morti, e la sua urgenza compositiva lo trascina nell’ombra della follia, alla ricerca di Nina, quella donna che forse altri non è che quell’unico e inevitabile tango.

 

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HOTell - Storie da un tanto all'ora. Antologia di racconti
WhiteFly Press
Pubblicazione: 2014
Pagg. 312
Euro 18,00
HOTell, un albergo a ore, 34 stanze e 34 scrittori a farvi scorrere le pagine più hot dell'estate. Di Carla Menaldo trovate il racconto Verona Porta Nuova, da leggere e da...ascoltare in un piccolo brano all'indirizzo http://www.whiteflypress.com/catalogo/HOTell/HOTell.html

 

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SANGUE DI DRAGO
Cleup
Anno di pubblicazione: 2012
Pagg. 128
Euro 14,00
«Mia nonna è madrilena da generazioni, una donna forte, con i capelli lunghi che raccoglieva ogni mattina in una crocchia grigia sopra la testa, e non usciva di casa senza un rigo di matita sugli occhi e una cosa rossa, una qualsiasi, perché tutto quello che conta nella vita è rosso, diceva, il sangue il vino il mestruo le rose il sesso.»
c.m.

 

Canna da Zucchero

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CANNA DA ZUCCHERO

Marsilio
Anno di pubblicazione: 2009
Pagg. 206
Euro 15,00
 
"Canna da zucchero" è il sapore fermentato e dolciastro del sesso. Quel sapore che Rosa si porta addosso tutta la vita. A vent'anni, quando s'innamora di Sandra e vive la rottura tra la propria educazione fatta dei ritmi ancestrali e rassicuranti della terra, e quello che sta diventando, così lontano dalle origini. A trent'anni, quando fugge in cerca di un'altra patria e di un altro clima e, a Cuba, sulla pelle caffellatte di Awari rimette tutto in gioco, come se lontano dal caos sterile delle città assordanti ci fosse il mito, intatto, della libertà. A quaranta, quando Rosa è matura nella bellezza e nei sensi e si imbatte in Leo, l'unico uomo improbabile e crepuscolare che dà una risposta, provvisoria e lacerata, alla sua ricerca. L'uomo che è sensualità, instabilità e, soprattutto, femminilità. Sullo sfondo di un'Italia di provincia che non sembra concedere vie di fuga, "Canna da zucchero" è il desiderio ossessivo dell'assenza da ogni vincolo. Ma anche la ricerca caotica, faticosa e a volte ingombrante di una identità.
 
 
Lei. Cinque Storie Per Casanova

LEI. CINQUE STORIE PER CASANOVA

Marsilio
Anno 2008
Pagg. 89
Euro 10,00
 
Le seduzioni di Giacomo Casanova sono descritte negli episodi narrati nelle Memorie, storia, cronologica e dettagliata, delle sue avventure nell’Europa del Settecento. ll punto di vista narrativo delle Memorie, quasi diaristico, non riesce ad approfondire le molte vicende che si susseguono, ognuna incalzata dall’episodio successivo. Casanova torna di rado sugli episodi narrati in precedenza, delegando i futuri possibili dei protagonisti all’immaginazione dei lettori.
Lei. Cinque storie per Casanova, ideato da Luca De Fusco per il Napoli Teatro Festival Italia, riapre alcune di quelle vicende amorose, per raccontarle di nuovo, ma non dalla parte del seduttore ma delle (presunte) sedotte.
Il Napoli Teatro Festival Italia, con il Teatro Stabile del Veneto, ha invitato cinque scrittrici italiane — Paola Capriolo, Benedetta Cibrario, Carla Menaldo, Maria Luisa Spaziani, Mariolina Venezia — a dare voce e ricordo a cinque donne che hanno occupato un ruolo cruciale nelle Memorie di Casanova.
Le cinque contro—storie sono quelle della terribile Charpillon (Capriolo) che ha condotto Giacomo sull’orlo del suicidio; di Henriette (Cibrario) forse primo amore di Casanova, che lo abbandona per tornare ai suoi doveri familiari; della misteriosa monaca muranese (Menaldo) che inizia Giacomo all’arte dell’amore; di Lucrezia (Spaziani) protagonista di un famoso episodio di incesto napoletano.
La versione femminile di quelle storie di seduzione nell’Europa che preparava i grandi cambiamenti del secolo, hanno trovato durante il Napoli Teatro Festival ltalia, nelle sale della Certosa di San Martinodi Napoli, le voci, l’intensità e volti di Gaia Aprea, Anita Bartolucci, Sara Bertelà, Giovanna Di Rauso, Marta Richeldi.  
 
 
L'Unica Cosa Davvero

L'UNICA COSA DAVVERO

CLEUP
Anno 2004
Pagg. 132
Euro 12,00
 
Una volta mi sono trovata a buttare giù una frase, prima dell'era del foglio elettronico, e, dopo averla scritta, sono stata un po' a guardarla nel suo insieme - dall'alto, di lato, col foglio controluce - per cercare di capirla: le cose conservano, molto più degli uomini, la loro appartenenza.
Se tra quelle cose ci metto anche la scrittura, allora penso sia per questo che scrivo, soprattutto. Per non perdere appartenenze che, altrimenti, sparirebbero ingoiate da lacune di ricordi, dal tempo, da tutti gli agenti che sbiancano.
E scrivere racconti è forse la forma che mi è sembrata più adatta a fotografare vite tempi e stati d’animo con una sorta di necessaria “leggerezza”, lasciandoli vivere quel tanto di cui avevano bisogno. Ma non sono fotografie, sono fotogrammi, sono ognuno parte di un film, e molte volte sfumano uno nell’altro senza che ci sia uno stacco, in una dissolvenza lenta e incolore.
Attraverso la scrittura, forse, cerco davvero di conservare tutto, come dentro una scatola di latta in soffitta, molto più di quanto potrei fare come uomo, senza che vadano persi dettagli, e posso entrare in tutte le vite che vorrei vivere, senza disturbare troppo, credo.
Scrivo per curiosità, nostalgia, golosità. Per perdonarmi la ricerca ossessiva di qualcosa “altro”.  C.M.