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"Il re del tango"

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Cinque donne smascherano le prodezze di Casanova
Scritto da Enrico Groppali - Il Giornale   
Lunedì 30 Giugno 2008 00:00

Chi fosse in realtà Casanova e quale fosse il demone che lo spingeva a sedurre, e subito abbandonare, le docili vittime del suo charme rimarrà sempre un mistero. Nonostante poeti come Hofmannsthal, narratori come Schnitzler ed Hermann Hesse e registi come Fellini, abbiano invano tentato di decifrarne l'eclettica personalità. Ma ci voleva Luca De Fusco, uno dei registi più sensibili e colti del teatro italiano, da anni sulle tracce dell'infaticabile libertino, per dar voce e spazio all'altra metà del cielo. Ossia alle dame sofisticate e alle cortigiane spregiudicate, alle monache di piccola virtù e alle ostesse tracotanti che di quelle imprese amatorie furono protagoniste.

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Cinque donne-autrici «contro» Casanova
Scritto da Magda Poli - Corriere della Sera   
Domenica 29 Giugno 2008 00:00

Cinque donne che hanno attraversato la vita di Casanova raccontate da cinque scrittrici, per offrirne in Lei un ritratto in bilico tra nostalgia, rancore e tenerezza. Su un grande letto la brava Giovanna Di Rauso è la monaca M. M. che si strugge di passione sensuale nel torbido, intenso testo di Carla Menaldo.
Ragione e rigore intellettuale per l'Henriette di Benedetta Cibrario, che Sara Bertela interpreta immersa in una vasca da bagno. Rinchiusa in una gabbia, ostinata fino all'autodistruzione nel negarsi a Casanova, è la Charpillon dell'intensa Gaia Aprea, che Paola Capriolo avvolge di misterioso astio.

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Tutte pazze per Casanova serial killer della seduzione
Scritto da Masolino D'Amico - La Stampa   
Mercoledì 18 Giugno 2008 00:00

Bugiardo o meno nel racconto delle proprie imprese, Giacomo Casanova si distingue da altri seduttori seriali per il genuino interesse e la curiosità che sembra provare nei confronti di ciascuna delle sue conquiste. È probabile, anzi, che questo sia stato un fattore fondamentale del suo successo.
Ma le donne, dal canto loro, cosa avranno pensato di lui? Oggi cinque scrittrici - Paola Capriolo, Benedetta Cibrario, Carla Menaldo, Maria Luisa Spaziarli e Mariolina Venezia - provano a dare una voce ad altrettante femmine incontrate dal nostro: la Charpillon, Henriet-te, la monaca di clausura nota solo come MM, Lucrezia e la giovanissima Lia. Questi monologhi sono stati commissionati e poi messi in scena (Lei Cinque storie per Casanova) da Luca De Fusco, il quale nulla ha trascurato pur di far fare bella figura allo Stabile del Veneto ospite del Napoli Teatro Festival Italia. Avvalendosi della possibilità adottata dal Festival di agire nel vasto agglomerato urbano (ma non dovevano costruire una città del teatro al porto?), ha scelto la sede più magica possibile, la Certosa di San Martino, sfruttando l'occasione per farne visitare alcune zone meravigliose. Poi ha scritturato attrici non solo molto brave, ma anche estremamente attraenti, e non al modo delle loro colleghe della celluloide, spesso stereotipate dal chirurgo.

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Dieci donne per Casanova
Scritto da Enrico Fiore - Il Gazzettino   
Lunedì 16 Giugno 2008 00:00

Qualcuno ha detto che Casanova era impotente, nel senso che la sua inesausta caccia alle donne rivelerebbe l'incapacità di possederne una qualsiasi in maniera soddisfacente. Ed io aggiungo che forse il gran libertino era anche omosessuale. In fondo è la stessa cosa: perché parlo dell'omosessualità quale la sentiva e viveva Genet, come desiderio di sé e, quindi, portato di una solitudine ontologica. In breve, accadeva a Casanova ciò che accade alle «Serve» secondo Jean-Paul Sartre: «[...] ciascuna di esse non vede nell'altra che se stessa distante da sé».

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Dieci donne nello specchio di Casanova
Scritto da Enrico Fiore - Il Mattino di Napoli   
Domenica 15 Giugno 2008 00:00

Qualcuno ha detto che Casanova era impotente, nel senso che la sua inesausta caccia alle donne rivelerebbe l'incapacità di possederne una qualsiasi in maniera soddisfacente. Ed io aggiungo che forse il gran libertino era anche omosessuale. In fondo è la stessa cosa: perché parlo dell ' omosessualità quale la sentiva e viveva Genet, come desiderio di sé e, quindi, portato di una solitudine ontologica. In breve, accadeva a Casanova ciò che accade alle «Serve» secondo Jean-Paul Sartre: [...] ciascuna di esse non vede nell'altra che se stessa distante da sé».
In altri termini, per l'avventuriero veneziano le donne erano soltanto uno specchio. E proprio il tema dello specchio presiede allo spettacolo «Lei. Cinque storie per Casanova» che, nato da un'idea di Luca De Fusco, il Napoli Teatro Festival Italia presenta alla Certosa di San Martino nell'ambito della sezione «L'età nobile e il contemporaneo».

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