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Venezia in giallo, tra passato e presente, cadaveri e intrighi spionistico-amorosi
Scritto da Sergio Frigo - Il Gazzettino   
Domenica 27 Marzo 2005 00:00

Venezia ancora sfondo e protagonista della fiction. Accade in volumi di recente pubblicazione, entrambi giocati sulla chiave del giallo, anche se ambientati in epoche diverse.
"Delitto al casìn dei nobili" di Alda Monico (Ed. Corbaccio) si svolge infatti nel '500, e mette insieme personaggi realmente esistiti e protagonisti immaginari, aristocratici e splendide cortigiane: una sera due nobili, dopo un torneo in Campo Santo Stefano, mancano di rispetto a due dame, e vengono sfidati dai loro accompagnatori. Un colpo di vento spegne le candele, e quando torna la luce, a terra ci sono un morto e un ferito.

Ma i colpevoli non sono quelli che appaiono, come dimostreranno le accurate indagini svolte dalle innamorate dei due arrestati. Alda Monico, veneziana, a lungo insegnante di francese e italiano in Italia e in Germania, impegnata nell'integrazione dei bambini disabili nonché collaboratrice del linguista Tullio De Mauro, è al suo primo romanzo; ma non tradisce l'altra sua passione, per la cucina, chiudendo il libro con un'appendice di ricette veneziane.
Un altro giallo, ma di ambientazione contemporanea, è "L'oro e l'argento - Venezia noir" (Ed. Supernova), di Federico Moro, padovano trasferito in laguna, già autore di "Donne all'asta - intrighi veneziani" e di "Storie a pelo d'acqua", nonché collaboratore diNexus. Due suicidi sconvolgono la città, coinvolgendo due giovani donne e una loro ospite italo-canadese alla ricerca delle proprie radici lagunari. Tra la Biblioteca Marciana e la sede di un'emittente televisiva si dipanano molti misteri, assolutamente inventati ma al tempo stesso profondamente radicati nella nostra complicata attualità, fatta di terrorismo, spionaggio e guerre non abbastanza lontane.
Meno romanzesca, anzi tendenzialmente piuttosto scialba e ridicola, sarebbe invece l'esistenza dell'insegnante mestrino Attila, protagonista della recente riedizione di "Uomini veri" (ed. Baldini Castoldi Dalai), se non fosse per il fatale incontro con la giovanissima Vivian... Il veronese trapiantato a Mogliano Alvaro D'Emilio ha già all'attivo, oltre ad un personale training nelle scuole veneziane, il successo di "Belli dentro" (1993), con lo stesso protagonista. Da segnalare infine due racconte di racconti: "Ritorno all'Isola", di Bruno Nadalin (L'Autore Libri, Firenze), e "L'unica cosa davvero", di Carla Menaldo, edito dalla Cleup di Padova nella collana "Vicoli" diretta da Saveria Chemotti.

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